L’Opinione delle
Libertà, Edizione 80, 18 aprile 2009
Non erano solo
l’effetto peau d’orange della retina o le strie angioidi, entrambe
fenomeni
tipici della patologia, ad incantarli tanto.
Ciò che provocava le grida di gioia ed i sospiri di
meraviglia erano le
tante drusen depositate intorno al nervo ottico che sono meno tipiche,
una
rarità nella rarità. Tuttavia
pur
trovandole molto interessanti da vedere, non le avevano mai ritenute
significative dal punto di vista sintomatico, presunzione che
risultò
errata.
All’età di 15
anni cominciai a notare una notevole restrizione della mia vista
periferica:
vedevo come se fossi circondata da nuvole, una specie di “tunnel
vision”,
particolarmente grave in basso. I medici dicevano che il fastidio di
cui mi
lamentavo non aveva niente a che fare con la mia patologia, che il
fenomeno era
psicosomatico, che me lo stavo inventando.
Solo dopo lunghi anni di cadute, di lividi agli stinchi, di
innumerevoli
caviglie storte e dopo decenni di essere presa per maleducata
perché non prendevo
la mano tesa che non vedevo, adesso i medici ammettono che la mia
visione
periferica limitata non era una mia invenzione immaginaria, ma
dipendeva
direttamente da quelle drusen che tanto li affascinavano.
La
distrofia,
rappresentata dall’effetto peau d’orange, e le strie angioidi sono,
invece, i
fattori che possono portare alla perdita della vista centrale. Impediscono la normale nutrizione della
retina attraverso la neovascolarizazzione, che diventa emorragia quando
questi
vasi neoformati si rompono proprio a causa delle alterazioni. Ho avuto il mio primo episodio emorragico 3
anni fa. Da allora la mia vista
centrale nell’occhio sinistro è seriamente danneggiata e vivo
nel terrore che
possa succedere la stessa cosa all’occhio destro. Ciò
renderebbe impossibile la mia vita lavorativa già seriamente
compromessa. Dato che il fenomeno è
bilaterale, purtroppo non è tanto una questione di “se”, ma
“quando”. L’unica mia speranza è
che la ricerca faccia
passi da gigante molto in fretta. Nella
prossima puntata vi parlerò delle mie battaglie per accedere
alle “cure”
esistenti. Per avere ulteriori
informazioni, fare una donazione o destinare il vostro cinque per mille
alla
ricerca: PXE-Italia Onlus n.
91157050377, www.pxe.org
e www.pxeitalia.unimore.it 4 continua…
giogia@giogia.com Ritornare alla lista